STILI COGNITIVI E D’APPRENDIMENTO

 

La personalizzazione ha lo scopo di far sì che ognuno sviluppi propri personali talenti

  • La didattica individualizzata consiste nelle attività di recupero individuale che può svolgere l’alunno per potenziare determinate abilità o per acquisire specifiche competenze, anche nell’ambito delle strategie compensative e del metodo di studio; tali attività individualizzate possono essere realizzate nelle fasi di lavoro individuale in classe o in momenti ad esse dedicati, secondo tutte le forme di flessibilità del lavoro scolastico consentite dalla normativa vigente
  • La didattica personalizzata, invece, […] calibra l’offerta didattica, e le modalità relazionali, sulla specificità ed unicità a livello personale dei bisogni educativi che caratterizzano gli alunni della classe, considerando le differenze individuali soprattutto sotto il profilo qualitativo; si può favorire, così, l’accrescimento dei punti di forza di ciascun alunno, lo sviluppo consapevole delle sue ‘preferenze’ e del suo talento
  • La sinergia fra didattica individualizzata e personalizzata determina dunque […] le condizioni più favorevoli per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento
  • Nell’insegnamento è importante tener conto delle differenze individuali che stanno alla base dell’apprendimento.

Gli individui apprendono in maniera diversa uno dall’altro secondo le modalità e le strategie con cui ciascuno elabora le informazioni. Un insegnamento che tenga conto dello stile di apprendimento dello studente facilita il raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici.

  • Wilhelm Stern introduce la nozione di quoziente intellettivo I., definito dal rapporto fra età mentale ed età cronologica moltiplicato per 100 . Rappresenta un’etichetta valida per la certificazione dell’handicap, ma del tutto priva di utilità per la stesura del PEI
  • Gli studiosi cognitivisti ipotizzano differenze a livello di:
    • Memoria
    • Attenzione
    • Percezione
    • Strategie cognitive
    • Motivazione

Possiamo immaginare lo stile come modalità cognitive bipolari.

5 Modelli di stile:

  • Stile globale (guarda tutto) -analitico (guarda particolare)
  • Stile sistematico (considera tt le varianti) -intuitivo (si formulano ipotesi da confermare o confutare)
  • Stile visuale -verbale (dipende da se si ricordano più parole o immagini, esempio con disegni e parole da memorizzare in 1 minuto e poi scriverle su foglio)
  • Stile impulsivo-riflessivo
  • Stile dipendente-indipendente (riconoscere qualcosa in mezzo a 1 quadro complesso, l’indipendente è ovviamente più autonomo)

Esempio: dire colore con cui è scritta una parola e non quello con che c’è scritto: BIANCO.

Lo stile convergente (ovvietà, 1 risposta) /divergente (pensiero creativo).

Lo stile come modalità sensoriale rimanda ai canali sensoriali, che ci permettono di percepire gli stimoli che provengono dall’esterno.

L’accesso alle informazioni è la prima fase, indispensabile, di qualsiasi apprendimento, inteso in questo ambito come acquisizione di conoscenze.

Ogni soggetto ha un proprio modo di accedere alle informazioni preferenziali attraverso uno specifico canale sensoriale.

Stile visivo non verbale Stile Uditivo Stile Cinestesico

Ossia imparare camminando e facendo cose pratiche

Stile Visivo Verbale Stile Globale Stile Analitico

 

Il modello V.A.K.

Visuale- auditory-kinesthetic

Docente deve:

  • Essere consapevole dell’esistenza degli stili cognitivi e di apprendimento.
  • Analizzare le diversità degli studenti all’interno della classe.
  • Essere consapevole dei propri stili cognitivi e di apprendimento e di come questi influenzino le modalità di insegnamento e di valutazione degli studenti.
  • Dedicare tempo per parlare con gli studenti dei loro stili cognitivi e di apprendimento preferiti, cercando di portarli a scoprire in quale modo loro preferiscono studiare.
  • Utilizzare diversi metodi di insegnamento (individuale, di gruppo, astratto, concreto, visivo, uditivo, analitico, globale, etc.) e diverse modalità di verifica per assecondare le differenti preferenze associate agli stili;
  • Esporre agli studenti a differenti approcci di apprendimento, incoraggiandoli a sperimentare anche quelle strategie che non appartengono naturalmente al loro repertorio.
  • A questo momento “diagnostico” deve seguire un momento formativo con percorsi metacognitivi con l’obiettivo di potenziare quelle strategie che il soggetto utilizza con maggiori difficoltà perché caratteristiche di stili cognitivi che non gli appartengono

Realizzare un’unità di apprendimento che contempli l’utilizzo di metodi e di strumenti rispondenti ai differenti stili di apprendimento, individuando:

  • Tematica
  • Tipologia del gruppo classe
  • Obiettivi della lezione
  • Fasi della lezione
  • Fase di valutazione e di verifica.
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