DISABILITÀ

Un soggetto in condizioni di disabilità ha una ridotta capacità d’interazione con l’ambiente sociale rispetto alla cosiddetta “norma”, è meno autonomo nello svolgimento delle attività quotidiane e partecipa limitatamente alla vita sociale.

Oggigiorno si parla di  inclusione sociale ossia la situazione in cui si possono migliorare le proprie condizioni e rendere le differenze tra le persone e i gruppi socialmente accettabili ed  integrazione sociale ovvero l’inserimento delle diverse identità in un unico contesto all’interno del quale non sia presente alcuna discriminazione.

Il concetto di disabilità secondo la nuova classificazione è un termine ombrello che identifica le difficoltà di funzionamento della persona sia a livello personale che nella partecipazione sociale. In questa classificazione i fattori biomedici e patologici sono presi in considerazione assieme all’interazione sociale. Così si guarda anche a fattori biologici, personali e sociali. Ha subito modifiche la stessa terminologia usata che ha sostituito i termini di menomazione, disabilità ed handicap con Strutture Corporee, Attività e Partecipazione.

Si considerano anche i fattori sociali oltre a quelli organici ossia:

Funzioni corporee quali quelle mentali; sensoriali e di dolore; della voce e dell’eloquio; dei sistemi cardiovascolare, ematologico, immunologico e respiratorio; dell’apparato digerente e dei sistemi metabolico ed endocrino; riproduttive e genitourinarie; neuro – muscolo – scheletriche correlate al movimento; e cutanee e delle strutture correlate.

Strutture corporee come: Sistema nervoso; Visione e udito; Comunicazione verbale; Sistemi cardiovascolare e immunologico, apparato respiratorio; Apparato digerente e sistemi metabolico ed endocrino; Sistemi genitourinario e riproduttivo; Movimento; Cute e strutture correlate.

Fattori ambientali quali Prodotti e tecnologia; Ambiente naturale e cambiamenti effettuati dall’uomo; Relazione e sostegno sociale; Atteggiamenti; Sistemi, servizi e politici;

Attività e partecipazione quali: Apprendimento ed applicazione delle conoscenze; Compiti e richieste generali; Comunicazione; Mobilità; Cura della propria persona; Vita domestica; Interazione e relazioni personali; Aree di vita principali; Vita sociale, civile e di comunità.

L’’ICF è ha sviluppato una prospettiva multidimensionale, che non si limita ai soli fattori organici, ma valutando le abilità residue dell’individuo, dà luogo a:

  • Funzionamento e disabilità, comprendente i fattori organici;
    1. Strutture corporee (organi e strutture anatomiche in genere)
    2. Funzioni corporee (le funzioni fisiologiche espletate da tali strutture)
  • Fattori contestuali;
    1. Fattori ambientali (ovvero dell’ambiente fisico – sociale)
    2. Fattori personali, consistenti nella capacità d’interazione con l’ambiente fisico – sociale.

Infine va detto che vengono sono presi in considerazione i vari gradi di funzionalità partendo dall’interazione dei suoi fattori e prevedendo anche diverse sottoclassi dello stesso parametro: Strutture corporee, Funzioni mentali, Funzioni mentali globali, Funzioni dell’orientamento. Orientamento alla persona ed Orientamento a sé stessi.

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